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Un direttorio come organo di garanzia

Chiamiamolo diplomaticamente: metodo scientifico o, più realisticamente, tentativo di carpire la possibilità di un potenziale arricchimento personale a scapito degli altri, ma è un dato di fatto che la prima necessità sia quella di testare se il sistema possa effettivamente essere frodato.

Ebbene sì, il sistema potrebbe essere frodato se si permettesse a Claudio di emettere Crediti senza controllo, per poi vederlo ripudiare il suo obbligo. Ma fortunatamente la furbizia di un operatore è bilanciata dalla ritrosia di chi deve accettare il suo credito, scaturendo l’impensabilità di dare inizio ad un circuito economico di questo genere, senza opportune regole che ne calibrino i parametri in gioco.

Uno di questi è senz’altro l’entità di scoperto che un Operatore è autorizzato a produrre. Si stabilisce quindi che un partecipante al circuito, è abilitato ad uno scoperto tanto maggiore, quanto più alto è il suo grado di affidabilità. E questa evolve col passare del tempo, al crescere delle transazioni effettuate senza problemi e valutando le capacità produttive del singolo.

La valutazione va espressa in seno ad un organismo che abbia possibilità di assegnare questi parametri individuali.

Nel nostro Sistema creditizio ne auspichiamo la costituzione e lo definiamo semplicisticamente Direttorio. È un ente importantissimo che ha il potere di monitorare e regolare la circolazione della moneta e stabilire le politiche economiche e monetarie (emissione, circolazione, ecc..).

Dovendo assolvere a questo compito delicatissimo, sarà gestito da un collegio di saggi, da un consiglio, da una giunta eletta o da una persona fidatissima. La maggior parte delle decisioni necessarie alla buona Politica monetaria della comunità, sono discusse e deliberate proprio qui. I membri del Direttorio possono essere anche retribuiti per il servizio.