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L’aberrazione degli “Interessi” e il culto del Dio denaro

Sappiamo che la banca ha il potere di creare denaro. Solo essa può farlo. Perciò se cede 1.000€ ad un cliente ma ne pretende indietro 1.010, quei 10 di differenza andranno richiesti necessariamente alla stessa Banca, dando inizio ad una spirale debitoria senza fine. L’unica via d’uscita praticabile per il povero utente sarà quella di cercare di saldare il debito, sottraendo denaro a qualcun altro o vendendo qualche proprio bene posseduto.
In un circuito monetario chiuso dove il denaro non cresce certo sugli alberi, si è oggi instaurata una scontata e palese bramosia di denaro. Operatori presi nella morsa del debito, vengono subdolamente istigati ad agire in preda alla disperazione e spinti a commettere gesti estremi.

In un regime monetario così concepito, la priorità non è più la ricerca di risorse primarie come legna o pane ma Denaro! Il possesso di questo strumento rappresenta ormai la più sentita necessità, tant’è che la cosiddetta “cultura del risparmio”, cioè dell’accaparramento, è elevata a rango di valore più alto che un genitore possa insegnare ad un figlio.

Nasce così il culto del denaro! Il Dio denaro!

Elevato quindi a risorsa fondamentale grazie al sistema imperante, il denaro ha prodotto aberrazioni sociali dimostrabili in ricchezze assurdamente spropositate, nelle mani di una sparuta élite scarsamente producente, a spese della massa produttiva e schiavizzata. L’anomalia del sistema bancario vigente è talmente palese, che merita l’abolizione senza pietà.

“Il processo attraverso il quale le banche creano denaro, è talmente semplice che la mente rifiuta di accettarlo”

John Kenneth Galbraith - economista