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La moneta deperibile, l'eresia economica di Silvius Gesell

Silvius Gesell (n. 1862 – m. 1930), anarchico, economista, studioso austriaco, notò che il “potere straordinario” del denaro, proviene dal fatto di essere praticamente l’unica “merce indeperibile” e comincia a pensare ad una moneta che perde valore col passare del tempo.
L’economista sui generis capovolse la questione sulla detenzione del denaro. Anziché premiare il capitale, riconoscendo un corrispettivo al prestatore, ideò un sistema che ne penalizzasse l’accumulo.

Escogitò la cosiddetta moneta deperibile.

L’osservazione che mosse Gesell è che mentre tutti gli altri beni invecchiano, si consumano e perdono di valore, la moneta è l’unico bene che si conserva inalterato e la cui detenzione non comporta costi. L’utopista tedesco propose dunque l’applicazione di una tassa sulla detenzione del capitale che ne scoraggiasse il fermo inoperoso. Una lieve penalizzazione, sotto forma di bollo da apporre alla moneta a scadenze di tempo programmate (ogni mese).

Morì senza vedere applicata la sua teoria ma il tarlo era oramai posto nella coscienza collettiva.

[fonte: ilgazzettinolocale.com]