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Le Tasse necessarie

Difficilmente si riuscirà ad accostare il concetto di Tassa ad una visione positiva. Ne hanno inventate talmente di inique, col malcelato intento di fare cassa ad ogni costo, che azzardarsi a dire che rappresentano una grande opportunità, rischia di attirare ire funeste.

Ma le tasse non sono né brutte né belle, ma strumento prezioso che può essere usato per regolare la quantità di moneta in circolazione e stabilire la supremazia monetaria su un territorio.

Cosa fate quando avete freddo in macchina, aumentate il riscaldamento giusto? E quando diventa troppo caldo aprite un po’ il finestrino, ovvio. Le tasse sono una sorta di regolatore dell’economia.

L’importante è mantenere un equilibrio tra quantità di moneta circolante e quantità di prodotti disponibili, che permetta a tutti di poter acquistare i beni ed i servizi che il mercato offre:

  • se il mercato offre poco o niente, c’è bisogno di una limitata quantità di moneta.
    Diversamente, il prezzo dei pochi beni disponibili si adeguerebbe presto all’esagerata quantità di moneta circolante. Se un gruppo di viaggiatori interdimensionali, approdasse su un mondo simile ad una tavola da biliardo dove le uniche risorse fossero quattro alberi di banane e 10 galline ed ognuno avesse in tasca centomila euro, ci vorrebbe poco affinché una banana arrivasse a costare diecimila euro e una gallina centomila, per contrastare l’inevitabile accaparramento. All’avvicinarsi del termine dei prodotti, i prezzi esploderebbero al rialzo.

     

  • se il mercato offre tanto, c’è bisogno di tanta moneta circolante.
    Diversamente, in caso di penuria di moneta, si avrebbe una stagnazione dell’economia. Nel 1929 in America, ci fu un momento in cui la Borsa di NY era in preda all’euforia da rialzo. Molti titoli scalavano un record dietro l’altro, richiamando molti investitori anche tra le persone comuni. Un’euforia che sembrava dare possibilità a tutti di arricchirsi facilmente.
    La bramosia da acquisto fece molte vittime che di lì a poco persero tutto. Il risultato nell’ambito monetario fu proprio quello di causare la diminuzione di moneta dal circuito economico.
    Certo, i soldi mica erano spariti davvero ma concentrati nelle tasche degli speculatori più scaltri e distolti dal circuito globale.
    Fatto sta che i negozi erano pieni di merce ma la gente moriva di fame perché non aveva moneta per comprarla. I negozi chiudevano e le attività fallivano con i magazzini pieni di merce. E questo a causa della mancanza di moneta!

A novembre del 2011, dopo incessanti pressioni a colpi di innalzamento di spread dei Titoli di Stato Italiani ad opera della finanza internazionale e campagna mediatica finalizzata alla destituzione del Presidente del Consiglio eletto Berlusconi, questo fu finalmente costretto a dimettersi, grazie anche all’intercessione del Presidente della Repubblica Napolitano. Al suo posto, fu nominato tal Mario Monti, un insigne Economista.

Bisogna inquadrare il momento particolare dell’epoca, per capire quali provvedimenti avrebbe dovuto adottare l’insigne nominato per risolvere una situazione dichiarata disastrosa.

Veniva ricordato incessantemente ogni giorno a tutti, tramite TV, giornali e dichiarazioni di molti esponenti della classe Politica, l’entità enorme di Debito Pubblico. Questo ammontava a buoni duemila miliardi tondi!

Sebbene ufficialmente inferiore a quello Tedesco, si diceva però che il nostrano fosse peggiore perché l’economia italiana aveva altri difetti.

Uno di questi era la grande evasione fiscale. Il mancato introito dovuto alle tasse, dicevano, non permetteva di diminuire il debito pubblico.

Per mettere fretta alle dimissioni di Berlusconi, ci si mise anche lo spread.

Questo parametro indica la differenza del rendimento tra il Bond Tedesco, riferimento del comparto, contro il titolo Obbligazionario corrispettivo italiano. Per sopperire alla mancanza di fiducia cui l’Italia stava per essere relegata, si decise di aumentare il rendimento dei titoli nostrani per evitare le aste deserte.

In questo modo però, sarebbe cresciuto ulteriormente il debito. La situazione era esplosiva, inducendo il “Sole 24 Ore” a titolare “Fate presto”.

 

Ed ecco intervenire il provvido Monti che dall’alto della sua scienza, si mise all’opera formando un governo di super tecnici di chiara e riconosciuta perizia.

Bene. Il mondo che conta, ma anche la stragrande maggioranza dei peones residenti, accolse la notizia del cambio al vertice come una liberazione. Finalmente un Tecnico dell’Economia avrebbe messo un freno alla rovinosa china che aveva preso piede e avrebbe posto le basi per una crescita!

 

Quindi, la prima cosa da fare era sicuramente diminuire le tasse. È un fatto acclarato che fino al giorno prima si fosse auspicata la ripresa dell’economia. I consumi erano fermi e poco si comprava per via della mancanza di denaro. Altre misure le posso solo immaginare ma tutte convergenti nello sforzo di mantenere più moneta possibile in circolazione, per permettere ai beni ed ai servizi di circolare e rimettere in moto la nazione.

Ma incredibilmente cosa fece l’insigne economista, professore laureato e sobrio docente all’università Bocconi, osannato dai media?! Aumentò le tasse!!

Sotto l’imperativo del “diminuiamo il debito pubblico e tagliamo le spese” (ciò che il predecessore non si voleva decidere a fare), proferì pochi chiarissimi concetti che si possono riassumere in questo: prelevare i risparmi che gli italiani si ostinano a tenere da parte e diminuire il finanziamento alla pubblica amministrazione, portando a pagamento i servizi che attualmente sono gratuiti o in regime assistenziale. Mi ricordo che un giorno disse che gli ospedali che non producevano utili andavano chiusi (mi chiesi cosa possa produrre un ospedale… appendici e tonsille?!). Era il momento in cui si prospettava di far sottoscrivere una polizza sanitaria a pagamento a tutti i cittadini.

La politica dell’insigne, poi deputato a portare la sua impareggiabile maestria chissà dove, causò subito la stagnazione dei consumi perdurante fino ad oggi.

 

Praticamente ecco cosa consegue a questa politica: la mancanza di moneta non permette di fare acquisti diversi dai bisogni fondamentali, in primis gli alimentari, i carburanti, i vestiti e le comunicazioni.

Vendere un appartamento diventa impossibile perché la mancanza di moneta vorrebbe che il prezzo venisse diminuito ma, a meno di situazioni d’emergenza, nessuno vende più casa per non svenderla.

 

Ognuno rimane con la propria auto vecchia che si logora sempre di più per diminuita manutenzione. Si procrastinano le tasse differibili, cioè quelle che non ti causano il distacco immediato del servizio, quindi la tassa di circolazione della macchina o la tassa sui rifiuti urbani e si predilige pagare le bollette acqua e luce.

 

Si annullano le spese per lo svago ed il mantenimento della salute, costringendosi a passare più tempo in casa, in regime di spesa prossima allo zero. E tutto questo perché lo Stato, invece di mettere in circolazione la moneta mancante, la toglie.

Risposta decontestualizzata da una discussione sullo scopo delle tasse

Ma le tasse non hanno solo questo scopo.

Paolo Barnard, divulgatore in Italia della Mosler Economics Modern Money Theory, nel suo intervento andato in onda il 9 nov 2013 a “La Gabbia” spiega bene come, in uno Stato a Moneta Sovrana, il Governo crea la moneta, la cede al Non Governo (aziende, cittadini, famiglie) e queste ne restituiscono una parte allo Stato.

Su Youtube, ecco l’intervento in due parti

Fonte canale Youtube: LA7 Attualità

Nella figura seguente è schematizzata la circolazione della moneta all’interno di uno Stato con Sovranità Monetaria.

Individuiamo i due attori dello scambio. Il Governo è l’emettitore e regolatore della moneta, il “non governo” è il destinatario dello strumento. Si tratta delle aziende, dei cittadini e delle istituzioni.

Il Governo crea moneta e la distribuisce al Non Governo. Una parte di questa, viene recuperata sotto forma di tasse. La cosiddetta e vituperata Spesa pubblica, quella che Monti & C. dichiarano dover essere diminuita o, perché no, magari azzerata, altro non è che l’immissione di denaro vitale nel circuito economico.

Il denaro è come il sangue che viene pompato dal Cuore per via arteriosa e recuperato per via venosa.

Se il Governo non crea il denaro, distribuendolo al resto della nazione, questa poi non può restituirlo sotto forma di tasse. Si noti bene che è lampante da questo concetto che le tasse provenienti dalla nazione, non possono finanziare la Spesa del Governo.
Tutta la moneta che il Governo può sperare di recuperare dalle tasse, deve preventivamente essere messa in circolazione dallo stesso Governo.

Cosa c’è da capire?

Circolazione della moneta dal Governo all’economia reale e viceversa
I Governi non si finanziano con le tasse, non pagano le pensioni con le tasse. I Governi costruiscono, manutenzionano e fanno funzionare gli Ospedali utilizzando il lavoro delle persone, la conoscenza insegnata e messa in atto dai tecnici dell’edilizia e da quelli della sanità. La moneta è solo il mezzo accettato in pagamento da questi. E l’unico motivo per cui questi lavoratori accettano quella carta dal valore intrinseco trascurabile, è perché il Governo garantisce che con quella carta, sarà possibile pagare le tasse obbligatorie.

Vediamo in dettaglio perché lo Stato pretende di imporre il pagamento delle tasse. Barnard illustra quattro motivi:

  • il primo serve a dare autorità e valore alla moneta ufficiale.
    Lo Stato, accettando solo questa in pagamento, ne sancisce la preziosità. Diversamente, potrebbero sorgere situazioni “feudali” dove intere regioni potrebbero inventarsi monete proprie;
  • il secondo consente l’effetto termostato nei confronti del mercato.
    Lo Stato le alza se l’economia corre troppo oppure le abbassa se gli scambi sono lenti. Anche miratamente a certi prodotti (pensiamo all’alcool o al tabacco) fornisce un effetto calmierante specifico;
  • il terzo motivo è per il controllo dell’inflazione.
    Noi sappiamo che l’inflazione è l’eccesso di moneta circolante rispetto ai prodotti disponibili sul mercato. Lo Stato alza le tasse per riassorbire la quantità in eccesso;
  • l’ultimo motivo è il controllo sui grandi capitali.
    Se non ci fossero le tasse, potrebbero instaurarsi oligopoli di capitalisti che addirittura sarebbero in grado di creare Paesi all’interno del Paese, potendo mettere a rischio la continuazione della Repubblica.
  Vale la pena far notare che il deperimento della moneta ampiamente dettagliato in queste pagine, costituisce un sistema utile di tassazione. Nella fattispecie, assolve al particolare compito di impedire l’accaparramento del denaro ed agevolarne la circolazione.
Fonte canale Youtube: byoblu