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Esempio di Microsocietà in regime di sovranità monetaria

Una famiglia è composta da madre, padre, una figlia grande ed un figlio piccolo studente.

Rappresenta una piccola comunità che da un lato partecipa ad un circuito monetario esterno, dove rappresenta uno dei tanti nuclei familiari della cittadinanza attiva nello Stato di cui fa parte, dall’altro ha pionieristicamente costituito un circuito monetario interno dove i membri si scambiano i servizi a mezzo di una moneta sovrana stampata e messa in circolazione… dalla mamma! Distinguiamo i due diversi circuiti monetari:

  • esterno: il padre ha un’occupazione esterna alla famiglia. Questo permette all’economia domestica di avvalersi di un introito in moneta riconosciuta a livello esterno (euro). Con questa è possibile “importare” carburanti, vettovaglie e pagare tutti i servizi che sono disponibili all’esterno. È l’unica entrata disponibile. Ogni volta che un nuovo stipendio viene incassato, questo viene consegnato alla madre che funge da detentrice delle Finanze familiari.
  • interno: in questo nucleo elementare della società, ciascuno ha le proprie mansioni. La madre assolve ai compiti di casalinga, affiancata dalla figlia che rassetta casa e dà una mano in generale. Il figlio ha il compito di portare avanti gli studi andando a scuola e cercando il miglior profitto. Il padre lavora all’esterno portando il suo introito nelle casse domestiche e assicura personalmente alla famiglia tutta una serie di servizi, dalla manutenzione degli impianti al trasporto tramite veicolo di famiglia, la difesa, i lavori pesanti. La madre è anche responsabile dell’economia domestica, decide le priorità di investimento e stampa una moneta “sovrana”, riconosciuta ed accettata da tutti i membri della famiglia. Questa moneta riesce ad avere corso perché è accettata all’interno di questo microcircuito economico per il pagamento dei beni e dei servizi. Ad esempio, i pasti si pagano con questa moneta, così come il servizio di lavanderia, rassetto camere, trasporti da e per la città, utilizzo della tv, del PC e tutto ciò che la fantasia ci può suggerire. È un esempio estremamente banale, concordo, forse leggero e anche puerile ma dall’intento mirato a far capire l’analogia con i servizi che la macrosocietà mette a disposizione a pagamento: cinema, albergo, ristorante, trasporti, comunicazioni. Ogni membro viene remunerato con questa moneta sovrana per ogni mansione svolta.

Il Credito (così è chiamata questa valuta) viene emesso sotto forma cartacea a mo’ di assegno al portatore. Dopo un iniziale periodo di assestamento, si riesce a trovare un equilibrio tra la moneta messa in circolazione e quella ritirata dal circuito. Infatti, ogni qualvolta le banconote tornano nelle mani della madre, la quale gestisce tutti i servizi di casa, queste vengono tolte dalla circolazione. Insomma, ad un certo punto si tenderà a notare una certa stabilità dell’economia dove ognuno svolge mansioni per cui viene remunerato, utilizza la moneta per accedere ai vari servizi ed ha tempo libero per svagarsi. La madre stampa la moneta per retribuire le mansioni e la ritira quando offre i vari servizi della casa.

È bene ribadire che nel contesto appena descritto, chi stampa la moneta ne decide la quantità, solo in base alla necessità che ravvisa e non in base ad una riserva di valore (oro) detenuta.

Questa è la sovranità monetaria!

Finché questa condizione rimanesse stabile, potremmo notare che la quantità di moneta circolante sarebbe pressoché costante. Non è difficile da immaginare questo equilibrio.

 

Adesso andremo ad inserire una turbativa che faccia sì che la moneta circolante diventi carente e convinca la mamma ad aumentare l’emissione monetaria per far fronte ad un’esigenza onerosa.

Sono convinto che si potrebbero elaborare esempi migliori di quello che mi sto accingendo a descrivere ma la mia fantasia è povera e ne sforno uno che non sarà sicuramente tra i migliori. Potrete divertirvi a migliorarlo o sostituirlo.

 

Il Governo della famiglia (madre e padre) decide che è ora di costruire il Ponte sullo Stretto… No, ho sbagliato favola!  … decidono invece che il giardino antistante la casa vada trasformato da foresta vergine e mal custodita a trionfo botanico di aiuole e vialetti. Questo comporterà l’esecuzione di lavori pesanti che si sobbarcherà il padre ed altri più leggeri che saranno svolti dai due figli. L’opera necessita di finanziamenti su due fronti: il primo comporterà un esborso in euro necessario per l’acquisto di materie prime (piante, ornamenti) che potranno essere importate solo dall’esterno, per cui saranno utilizzati i fondi in euro, il secondo comporterà il pagamento della manodopera interna e questa potrà essere pagata in Crediti sovrani.

Infatti, ad un maggior impegno richiesto ai propri amministrati, corrisponde una doverosa emissione di maggior moneta. Si definisce finanziamento pubblico ed è mirato a sostenere il lavoro necessario (stipendi) che causerà l’aumento di moneta circolante che i lavoratori spenderanno internamente al circuito domestico e che il “governo” provvederà man mano a ritirare nelle proprie casse. È il momento dell’euforia, quando la maggior ricchezza aumenterà il tenore di vita, permettendo ai lavoratori di poter accedere a più servizi e svago.

Che sia un pacchetto di ore TV o accesso alla playstation o internet, pietanze migliori, piatti prelibati o trasporti, fate voi ma di sicuro il tenore di vita, quindi il benessere, aumenterà.

Nel nostro esempio i tre lavoratori saranno pagati con uno stipendio commisurato allo sforzo ma studiato in maniera di non creare inflazione, evitando quella politica deleteria di immettere surplus di moneta che andrebbe a generare una richiesta di acquisti che il circuito non sarebbe in grado di sostenere per scarsità di “roba” da offrire. Tanta moneta, difficilmente spendibile, farebbe perdere valore alla stessa.

La madre perciò svolge il delicato compito di regolare la quantità di moneta circolante. Al ricevere del denaro che gli utenti corrisponderanno in pagamento dei servizi fruiti, ella provvederà a trattenerla in quanto non più interamente necessaria.

A giardino completato, la comunità risulterà progredita, consapevole di aver ora disponibile una nuova risorsa comune e gradualmente, con la diminuzione delle disponibilità monetarie, si agevolerebbe il ritorno all’equilibrio precedente.

 

Avremo quindi realizzato un’opera costosa, reperendo sul mercato le due risorse necessarie allo scopo: le materie prime ed il lavoro.

Acquisendo le prime al mercato esterno, utilizzando la moneta che quel circuito riconosce; assicurandoci il secondo mediante retribuzione dei lavoratori disponibili nel mercato interno, grazie ad una moneta creata dal nulla ma riconosciuta nel circuito all’uopo predisposto.

 

Tutto questo permesso, grazie al meccanismo artificioso di aumento della moneta nel momento in cui è stato necessario e del doveroso ritiro a fine esigenza.

Gira lo sguardo in ogni direzione e trova qualcosa che non dovrebbe essere manutenzionata, costruita o migliorata. Il problema non è la mancanza di lavoro ma le nostre menti che sono indottrinate a pensare che manchi il denaro per svolgerlo.

Quando vi raccontano che lo Stato si finanzia con i soldi dei cittadini!!

Nella realtà dell’economia ufficiale, vi avrebbero convinto che i soldi necessari alla realizzazione dell’opera, sarebbero dovuti provenire dalle vostre tasche a mezzo dell’imposizione delle tasse.

È come se nell’esempio precedente, la mamma avesse chiesto ai figli di darle una parte della loro paghetta, per finanziare le spese di gestione della famiglia. Magari offrendo la possibilità, nel caso ne fossero carenti, di ricevere moneta in prestito da lei, per restituirla a rate maggiorate degli interessi, sempre a lei!

C’è qualcosa che non torna in questo intrigato esempio?

Se state impiegando più letture per capire cosa ho cercato di spiegare, non disperate: non siete voi che non capite ma è il ragionamento che è contorto perché tenta di spiegare qualcosa che non ha raziocinio.

Credere che lo Stato si finanzi con i soldi dei cittadini, è come credere che un capofamiglia finanzi le spese domestiche tassando la paghetta dei suoi figli.

[mia]

Quando sentite fior di “titolati” esperti, che in TV tentano di inculcarvi perché lo Stato avrebbe bisogno dei vostri soldi per finanziarsi ma, per quanti giri di parole profondano, per bravi oratori che possano essere, non ce la fanno proprio ad insinuarvi in mente la giustezza della propria tesi, NON disperate: NON siete voi ad essere ignoranti ed incapaci di comprendere i principii di economia. Sono loro che stanno sostenendo una tesi senza raziocinio ma, allineati al pensiero unico imposto e difesi dal sistema dominante, sono noncuranti dell’aberrazione che stanno propinando e vi rifilano quel “credo” con la pretesa che lo accettiate per fede, così come hanno fatto loro!