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2. La Politica

Il Sistema non gode di intelligenza propria per fortuna, anzi ha bisogno di essere monitorato ed affinato continuamente. Questo è il compito che un gruppo di persone svolgerà a beneficio dell’auspicato obiettivo. Un’accorta Politica può prevedere uno o più Organi gestionali con il compito di occuparsi delle seguenti aree tecnico-sociali-amministrative:

2.1 Costituzione del circuito

Una scelta saggia nella fase iniziale di avvio consiste nel predisporre le basi per creare dapprima una piccola comunità rappresentativa in un circuito minimale e quindi renderla funzionante. Inizialmente pochi, scelti Operatori avvieranno le prime transazioni, via via allargando la partecipazione e coinvolgendo gradualmente altri, sotto un attento controllo. È importante che in questa fase si connettano Operatori in grado di fornire beni e servizi ad alta utilità per facilitare gli scambi.

2.2 Politica economica

Consiste nelle scelte inerenti tutte le regole ed i parametri di utilizzo del Credito, da utilizzare in qualità di moneta circolante nel circuito. Decidere quanto varrà un Credito, quanti e quali Conti ogni utente potrà avere, lo scoperto di conto autorizzato ed il regime di deperimento da applicare. Riguardo i Conti di Sistema, decidere le modalità di utilizzo e redistribuzione delle risorse ivi accumulate. Va monitorato ed affinato tutto ciò che agevoli l’ottimale velocità di circolazione della moneta e sfavorire l’accaparramento.

In questo ambito è inoltre monitorata ed eventualmente incentivata, la diversificazione delle attività, così da evitare i due estremi della concorrenza sleale o del regime di monopolio.

2.3 Politica sociale

Oltre al lato economico, nulla vieta di intervenire sull’aspetto sociale, previdenziale o assistenziale, a beneficio dell’intera comunità. Questi aspetti di “buona politica” (intesa nell’accezione nobile del termine indicante l’insieme delle scelte) possono essere sicuramente intrapresi in una società che vuole tutelare i propri membri, prendendosi cura dei bambini, dei giovani, degli adulti e dei vecchi, sia abili che bisognosi di cure. Ogni fascia d’età, così come ogni mente, apporta la propria ricchezza all’interno della Comunità. Nel nuovo Paradigma si investe, come è giusto che sia, sulla speranza offerta dalle nuove leve in crescita ma anche sui “vecchi”, i quali NON sono considerati esseri inutili oramai buoni a nulla ma, al contrario, fonti di conoscenza e della necessaria pazienza per trasmetterla.

Anche un contadino non particolarmente erudito può insegnare ciò che conosce a menadito, fosse anche la cura di un orto o il riconoscimento delle erbe spontanee o la produzione del vino e del formaggio. Conoscenze talmente poco considerate nel vecchio paradigma, che sono lentamente diventate appannaggio esclusivo dell’industria. Chi sa più produrre artigianalmente un sapone o una candela? La scelta di suddividere le mansioni tra tutte le fasce di età secondo la propria inclinazione e capacità, mira a valorizzare l’intero arco della vita e rifuggire lo spettro della vecchiaia. Il giovane vede il vecchio come una guida e il vecchio vede il giovane come la continuazione.

Nel Paradigma attuale diamo fin troppo per scontato ritenere normale misurare il successo di una persona (e quindi la sua utilità sociale), in base alla capacità di produrre qualsiasi cosa che possa essere valorizzata in denaro. Chi ha un’inclinazione verso le arti, tranne che non riesca a vendere a suon di dollaroni le proprie opere, è considerato un perditempo o peggio un fallito.

In questo modo si perdono le migliori menti creative, quelle che diffondono le idee che sulle prime non portano a granché di concreto ma che non è escluso possano essere risolutive all’evoluzione altrui.

Qual è il parassita più resistente?
Un batterio, un virus? Una tenia intestinale?
Un'idea!
.. resistente, altamente contagiosa. Una volta che un'idea si è impossessata del cervello, è quasi impossibile sradicarla.
Un'idea pienamente formata, pienamente compresa, si avvinghia ed è il piccolo seme che può crescere fino a definirti o a distruggerti.

dal film “Inception”