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1. La Comunità

Insieme degli utenti (singoli o insiemi di persone) definiti opportunamente “Operatori economici”, che interagiscono in un contesto di scambio commerciale di beni e servizi.

Bisogna specificare che una comunità che decida di adottare questo sistema, non deve essere necessariamente numerosa. Anzi, per dirla tutta, è molto più facile e veloce far funzionare un gruppo di una decina di persone o aziende che, ognuna con il proprio peculiare apporto, interagisca nel contesto economico ristretto, quasi privato, piuttosto che in una compagine allargata. Se siete un gruppo di 10-15 Operatori (persone o aziende) abili a fornire semplicemente verdura, saponi, pane e dolci, legna, derrate, sementi, carburanti, alimentari, sostegno scolastico e per anziani, accompagnamento, manutenzione, magari addirittura compresi entro un comprensorio geografico limitato come un paese o un quartiere o inizialmente anche un condominio, sappiate che è possibile organizzarsi senza bisogno di chissà quali strumenti. Basta raggruppare persone affidabili e volenterose, annotando le transazioni a debito e credito su qualche sorta di registro contabile.

Comunità più ampie invece devono dotarsi di una struttura idonea a far interagire Operatori che potrebbero non conoscersi, con gestione di molte transazioni. In questo caso è necessario allestire e configurare un efficiente “Sistema economico” composto di sottosistema monetario gestito tramite un apposito “applicativo software”, in regime di regole concordate tramite organi decisionali preposti.

1.1 Dissertazione politica

Sebbene in questo compendio si parli di una Comunità inserita in un sistema economico funzionante in base ad accordi tra privati, escludendo per principio gli organi Costituzionali che nel territorio sono deputati alla gestione della Comunità cittadina, quindi anche del suo sistema economico su delega del Governo centrale, è propizia l’occasione per una semplicistica esposizione di pensiero sulle potenzialità esprimibili da un Sindaco, nell’eventualità che un Municipio “illuminato” volesse abbracciare il nuovo Paradigma pur rimanendo il rappresentante dello Stato in conformità alle sue leggi. Si può infatti auspicare che qualche Sindaco voglia proporre questo piano di moneta complementare alla Comunità cittadina, visto che nelle sue prerogative ha la possibilità di adottare la misura straordinaria di emissione della moneta (leggi il punto 6. di seguito).

Perciò vediamo come funziona nel vecchio paradigma

Parlando di sistema di rappresentanza nel Paradigma vigente, quando un candidato viene eletto, si riscontra spesso una specie di abbandono da parte dello stesso elettore che lo ha votato un minuto prima – “hai voluto fare il Sindaco? Adesso vediamo cosa sai fare!” L’esempio è più sentito nelle piccole realtà comunitarie dove lo stesso “vincitore”, dopo aver speso una campagna elettorale sfoderando i migliori sorrisi e suonando a tutti i campanelli alla ricerca di voti, una volta ottenuto l’obiettivo prefissato, realizza di non poter attuare tutti i propositi annunciati, attirando sicuramente critica e malcontento. Se è persona capace, saprà reagire presto per far prevalere le aspettative sopra ai mugugni. Se non è capace ed in presenza di un’opposizione agguerrita, tenderà ad ergere un muro difensivo che lo distanzierà immediatamente dai suoi amministrati.

Dal lato opposto, le Opposizioni uscite sconfitte dalla tornata elettorale, cercheranno di far fallire anche i buoni propositi del proponente, proprio in virtù del predetto principio – “hai voluto la bicicletta, pedala..” – favoriti dal fatto che NON sempre, gli stessi sostenitori che hanno votato la sconfitta Opposizione, vanno a dire a questi ultimi – “pedalate pure voi..”. Ma dovrebbero farlo! Afflitti da sindrome da memoria corta, TUTTI: vincenti, sconfitti ed elettori delle opposte fazioni, sembrano dimenticare che comunque sia andata, TUTTI in campagna elettorale, dichiaravano amore verso quella comunità che proprio ora stanno cercando di NON far funzionare.

La responsabilità (colpa) più grande è però dei cittadini i quali, una volta stabilito chi governa e chi controlla (questo fanno le opposizioni), rinunciano al loro più grande potere contrattuale: quello di imperio sancito dall’art. 1 della Costituzione che permette di controllare e delegittimare questi “eletti”. Pochi si interessano a ciò che avviene nel palazzo Municipale e molti ritengono di non aver nemmeno accesso alle assemblee degli Organi collegiali, in una sorta di rassegnazione dell’ineluttabilità degli eventi – “la prossima volta dò il voto all’altro”.

.. e vediamo come è nel nuovo
Nel nuovo Paradigma è la Comunità che chiede alle persone capaci di candidarsi, promettendo in cambio il sostegno e l’aiuto nella Gestione della cosa pubblica. L’eletto Sindaco non ha bisogno di promulgare Delibere impopolari sulle tariffe dell’acqua piuttosto che sull’immondizia, perché se c’è necessità di aumentare l’apporto sulle bollette in conseguenza della copertura di aumentati costi documentati, avrà saputo informare la popolazione e discusso gli eventuali aspetti per la distribuzione delle spese. Il Sindaco ha invece il potere di decidere in maniera “insindacabile” nelle occasioni di carattere urgente ed improcrastinabile. Se un evento estremo rende pericolante una Quercia secolare ed è necessario un intervento di bonifica immediata, ha il potere di ordinare il da farsi “senza se e senza ma”. Diversamente, se dispone di fondi sufficienti a poter sistemare indifferentemente il giardinetto comunale o belle fioriere per le vie del paese, lui coinvolge la popolazione nella discussione e trae spunto dai suggerimenti ricevuti. Al limite indice un referendum.

In sintesi, il Sindaco è il rappresentante che la Comunità designa per assolvere specifici compiti di gestione e responsabilità a beneficio dei cittadini, NON è il monarca regnante in regime di potere assoluto. Laddove la Comunità è consultabile, lui la deve coinvolgere. Se non rispetta queste condizioni, va delegittimato perché è un usurpatore.